La zona donatrice nel trapianto di capelli 

Quando si parla di trapianto di capelli spesso ci si riferisce ad una zona chiamata ‘zona donatrice’. Nel trapianto di capelli la zona donatrice è l’area da cui si prelevano i capelli, o in alcuni casi in cui non ci sono sufficienti capelli, i peli. I capelli prelevati dalla zona donatrice, cioè l’area che “dona” i capelli, vengono trapiantati nella calva in cui cresceranno. Il trapianto è sempre un autotrapianto di capelli. Questo vuol dire che la zona donatrice sarà sempre e solo una parte del corpo del paziente stesso.

Non si può infatti utilizzare capelli di altre persone poiché verrebbero rigettati dal nostro corpo. La principale area da cui si prelevano i capelli è quella della nuca. Questa non presenta i sintomi dell’alopecia androgenetica e i capelli prelevati da questa zona non cadranno. In alternativa, qualora la parte della nuca non avesse abbastanza capelli da prelevare, si può utilizzare la barba o i peli del petto o delle gambe insieme ai capelli. Prelevare peli del corpo al posto di capelli non è ideale poiché ha un aspetto meno naturale e spesso si può notare la differenza tra un pelo e un capello trapiantato.

La zona donatrice ha un ruolo fondamentale nel trapianto di capelli. La zona donatrice infatti influenza il risultato finale e il numero di unità follicolari che sono disponibili per il prelievo e l’innesto nell’area calva. Infatti, il numero di unità follicolari prelevabili è limitato e varia fortemente da paziente a paziente.
Inoltre, prima di sottoporsi ad un trapianto di capelli, il paziente dovrà essere a conoscenza di quali siano i rischi o effetti collaterali che potrebbero presentarsi nella zona donatrice.

 

Dov’è la zona donatrice? 

La zona donatrice è l’area da cui i capelli, o peli, si prelevano per essere poi inseriti nella zona calva. C’è una zona principale di prelievo e una zona alternativa:

  • La zona della nuca da cui si prelevano capelli;
  • Zona alternativa (petto, barba e gambe) da cui si prelevano peli;

I capelli vengono sempre preferiti ai peli. Quest’ultimi vengono utilizzati solo in caso in cui il paziente non abbia abbastanza densità nell’area donatrice per permettere un trapianto di soli capelli. Non tutti i medici o studiosi che hanno effettuato ricerche a riguardo, però, ritengono che i peli siano buoni sostituti ai capelli.

La zona della nuca come zona donatrice 

La zona alta della nuca è la zona da cui si prelevano i capelli che verranno trapiantati. Questa zona specifica è situata nella parte posteriore della testa, al centro tra la nuca e il vertex. Questa specifica area è considerata zona donatrice poiché non è soggetta alla perdita di capelli. Il prelievo da questa zona dunque permetterà di trapiantare capelli non destinati a cadere a causa dell’alopecia androgenetica. Si preferisce la zona della nuca poiché questa preleva capelli che cresceranno con un aspetto naturale e non faranno notare il trapianto di capelli.


Aree alternative come zona donatrice 

Quando si parla dell’utilizzo di peli nel trapianto di capelli o di parti del corpo come zona donatrice la scienza e i medici hanno pareri discordanti. Queste infatti vengono utilizzate come aree secondarie e alternative. Si utilizza per aumentare il numero di unità follicolari nel caso in cui la zona della nuca non abbia abbastanza capelli. Utilizzando i peli in concomitanza con i capelli nel trapianto si utilizzano petto, gambe e barba come zona donatrice. La maggior parte dei medici che effettuano trapianti di capelli utilizza senza problemi i peli.

Altri dottori non utilizzano questa tecnica per svariati motivi. Prima fra tutto è la differenza estetica del pelo dal capello. Questo può portare in futuro ad una capigliatura che sembra finta, con una netta distinzione tra pelo e capello. Il pelo infatti è più ispido, curvo e duro al tatto. Inoltre, l’utilizzo di peli può portare a cicatrici sia nella zona donatrice che nella zona in cui vengono impiantati i peli. Si pensi, ad esempio, a cicatrici nella barba o ad una barba che cresce a macchie.


Perché i capelli si prelevano da quella zona donatrice? 

La zona donatrice di cui abbiamo parlato è considerata sicura poiché non sono soggette all’alopecia androgenetica. La scienza ad oggi non è ancora in grado di spiegare perché proprio in quella zona della testa i capelli non sono soggetti all’alopecia androgenetica. L’alopecia androgenetica è una patologia genetica che rende i follicoli piliferi sensibili al testosterone e al DHT, ormoni naturalmente presenti nel nostro corpo. Si sa con certezza che questa specifica zona della nuca non è affetta dalla presenza di questi ormoni, o in generale dall’alopecia androgenetica. Il prelievo in questa zona donatrice porterà a capelli trapiantati che non cadranno per effetto di questa patologia. È infatti di massima importanza prelevare le unità follicolari solo ed esclusivamente da questa zona o si rischia problemi di caduta di capelli dopo il trapianto.1

 

L’importanza della densità della zona donatrice 

Quando si pensa a quale possa essere la densità dei capelli trapiantati bisogna tenere in considerazione due fattori: la grandezza dell’area calva e la densità della zona donatrice. È proprio la densità della zona donatrice a determinare quanti unità follicolari il paziente ha a disposizione. Ad esempio, un paziente completamente calvo non potrà sottoporsi ad un trapianto di capelli. Il numero in questione non è assolutamente uguale per tutti e varia da paziente a paziente. Alcuni pazienti portebbero non avere una disponibilità adeguata a coprire completamente la zona calva o avere una densità adeguata.

Ad esempio, ci sono pazienti che hanno a disposizione fino a 5000 unità follicolari e altri che ne hanno 1000-2000. La densità inoltre varia in base all’età e all’etnia. I pazienti di origina Caucasica hanno solitamente meno densità rispetto a pazienti Asiatici o di origine Araba o Africana. 1   Solo un’attenta analisi di un dottore saprà definire con certezza il numero di unità prelevabili dalla zona donatrice. Non è possibile per un paziente determinare da solo quante unità saranno prelevabili. Questo influenzerà fortemente l’esito finale del trapianto e la densità dei capelli nella zona precedentemente calva.


Il prelievo di unità follicolari dalla zona donatrice 

Per effettuare un trapianto di capelli è necessario prelevare non solo il bulbo del capello ma tutta la struttura in cui il capello cresce naturalmente. Queste vengono chiamate unità follicolari. Le unità follicolari sono composte da bulbi piliferi (da 1 a 6 in una sola unità follicolare), derma, muscolo piloerettore, capillari, grasso intraderma ed epidermide. Solo prelevando tutte queste strutture sarà possibile l’attecchimento e la crescita del capello.

Esistono due metodi di prelievo di unità follicolari la FUE, attualmente in uso, e la FUT, inutilizzata da diversi anni. La FUT prelevava un’intera striscia di pelle che veniva successivamente suddivisa in unità follicolari. Questa tecnica è ormai in disuso a causa della cicatrice e delle eccessive complicazioni durante e dopo l’intervento. Nella tecnica FUE, invece, le unità follicolari vengono prelevate una ad una separandole dal resto della cute. In questa fase sarà importante non apportare nessun danno sia alle unità follicolari che all’area circostante. Ogni unità follicolare è importante e dev’essere preservata. Sarà importante, inoltre, non estrarre troppe unità follicolari dalla zona della nuca per non creare zone calve o sovrasfruttare la zona.


Come si prelevano le unità follicolari? 

La fase del prelievo delle unità follicolari è molto importante per il trapianto. L’obbiettivo principale di questa fase è di prelevare le unità follicolari correttamente senza danneggiarle o danneggiare la zona circostante. Ogni unità follicolare è importante nel trapianto e bisogna preservarle attentamente. Il medico e il team prestano molta attenzione durante questa fase. Prima di iniziare la fase di prelievo il paziente completa la fase dell’anestesia locale. Questo assicura un trapianto senza alcun dolore. Essendo una fase molto delicata, il prelievo delle unità follicolari può richiedere anche due ore per circa 3000 unità follicolari e 2 o 3 membri del team medico. Si vorrà non danneggiare le unità follicolari o la zona donatrice circostante. Le unità follicolari rovinate possono non far ricrescere il capello e piccole e antiestetiche zone calve. Solo il trapianto FUE prevede l’utilizzo di parti del corpo, oltre alla nuca, come zona donatrice.

FUE (Follicular Unit Extraction) 

A partire dal 2002, data in cui è stato utilizzato per la prima volta, il FUE è diventato il metodo preferito per il trapianto di capelli. È l’unico metodo utilizzato al momento in tutto il mondo.

Nel trapianto FUE il medico incide la zona con uno strumento chiamato micromotore. Questo micromotore ha una punta cava che gira ad alta velocità recidendo la pelle e staccando le unità follicolari dal resto del derma circostante. Vengono prelevate unità follicolari con una pinzetta medica una ad una e immerse in una soluzione preservante. L’utilizzo del micromotore riduce i tempi e permette di tenere per un minore tempo le unità follicolari fuori dal corpo. Meno tempo vengono tenute fuori dal corpo, meno c’è il rischio che queste si rovinino. Le unità vengono prima tenute in soluzione salina e poi inserite nella cute della zona calva.

FUT (Follicular Unit Transplantation) 

Il metodo FUT non è più preferito da medici e studiosi e considerato più arretrato rispetto al FUE. Il FUT infatti porta ad un maggior numero di rischi nella zona donatrice. Perdita di sensibilità irreversibile, necrosi, cicatrice antiestetica, sensazione di tirare della cicatrice, ecc. In questo metodo il medico esegue un’incisione orizzontale, solitamente larga dai 10cm ai 20cm, e 3cm di altezza. Viene quindi rimossa una parte dello scalpo del paziente che verrà suddivisa successivamente per prelevare le varie unità follicolari. Successivamente questa zona viene chiusa con diversi punti di sutura.


Quante unità follicolari si possono prelevare? 

La prima domanda che il paziente pone al proprio medico è proprio questa. Quante unità follicolari si possono prelevare dalla mia zona donatrice? Bene, rispondere a questa domanda in generale non è semplice. Ogni paziente ha una zona donatrice differente e il numero di unità prelevabili varia da paziente a paziente. Il paziente tende a richiedere sempre il numero più alto possibile ma è ruolo del medico determinale quale numero è possibile e non porterà a rischi o sovrasfruttamente.

Solitamente si calcola il numero di unità prelevabili al momento della visita con il medico. Il medico calcola una percentuale che va dal 30% al 50% dei capelli presenti nella zona donatrice. Un sovrasfruttamento della zona donatrice potrebbe portare alla presenza di zone calve della zona, creando un effetto poco naturale. Inoltre, in linea generale i medici non prelevano mai più di 4900-5000 unità follicolari in un solo giorno per evitare il rischio di necrosi e per evitare che la zona donatrice rimanga calva o con macchie calve.


La zona donatrice dopo il trapianto di capelli 

Il paziente dovrebbe essere a conoscenza di tutte le fasi del trapianto di capelli prima di sottoporsi all’operazione. Questo porterà ad aspettative reali e alla conoscenza su cosa fare dopo il trapianto. Bisogna quindi sapere cosa succede alla zona donatrice dopo il trapianto di capelli. Il processo di guarigione dell’area donatrice è molto più veloce rispetto all’area ricevente e solitamente si risolve in pochi giorni.

Alla fine dell’intervento la zona donatrice viene bendata. Questo bendaggio aiuta non solo a ridurre il gonfiore, ma ad assorbire il sangue e la pelle secca e a proteggere la zona da sporco o urti. Proteggere questa zona, infatti, è importantissimo. Questa benda viene rimossa al terzo giorno e si procede al lavaggio di tutta l’area del trapianto di capelli. Da questo momento la zona donatrice risulterà leggermente arrossata ma il processo di guarigione sarà quasi completo. Il rossore passerà naturalmente tra il 4° e il 5° giorno. In alcuni casi possono essere presenti inoltre effetti collaterali o problematiche collegate alla zona donatrice. Il processo di guarigione solitamente dura tre giorni. Utilizzare una crema idratante consigliata dal medico potrà aiutare il processo di guarigione. Si consiglia in linea generale di seguire i consigli del medico nel periodo post-operatorio.

Le principali problematiche

Le principali problematiche nel periodo post-operatorio sono:

  • Cicatrici: le cicatrici nel trapianto FUE sono minuscole e quasi invisibili e verranno coperte dai capelli circostanti;
  • Dolore: il dolore nell’area donatrice verrà evitato grazie alla prescrizione di antidolorifici da utilizzare per evitarne la comparsa;
  • Prurito: un leggero prurito sarà presente per pochi giorni per poi passare autonomamente;
  • Perdita di sensibilità: il paziente potrà notare una perdita di sensibilità finché il corpo non avrà completamente espulso l’anestesia. Solitamente questo avviene in 24 ore ma in alcuni pazienti può richiedere molto più tempo;
  • Urti: bisogna evitare in ogni modo urti alla zona donatrice per almeno 10 giorni per aiutare il processo di guarigione e non creare ferite o lividi;

 

Tutte queste problematiche si risolveranno autonomamente e non presentano un problema alla salute del paziente o all’esito del trapianto. Queste quattro problematiche fanno in realtà parte del naturale processo di guarigione della zona donatrice.

 Nella zona donatrice ricrescono i capelli? 

Al momento dell’estrazione delle unità follicolari dalla zona donatrice il medico preleva tutto il bulbo del capello. Il bulbo è la parte che permette la crescita e ricrescita dei capelli. In natura non è possibile la creazione di nuovi bulbi di capelli. Questo significa che nella zona donatrice i capelli non ricresceranno. Bisogna però considerare che il medico e il suo team hanno sempre a mente la naturalezza quando effettuano l’operazione.

Le unità follicolari vengono prelevate in un’ampia zona e non tutte in uno stesso punto. Questo dunque non lascia ‘macchie’ di parti calve e altre completamente dense e popolate da capelli. Prelevando le unità in ordine sparso non si noteranno zone calve ma solo una leggera diminuzione della densità. Ed è per questo molto importante non sfruttare eccessivamente la zona donatrice. Per non lasciare chiazze di cute calva e un effetto antiestetico. Anche nel periodo post-operatorio infatti non si noterà la zona in cui i capelli sono stati prelevati.

Ci sono cicatrici nella zona donatrice? 

La tecnica FUE prelevando le singole unità follicolari porta a piccolissime cicatrici di circa 1mm di diametro. Queste cicatrici sono bianche e poco visibili. Sono facilmente nascoste con i capelli circostanti che le coprono. Nel caso in cui i capelli venissero rasati sarebbe possibile notare, a distanza ravvicinata, queste cicatrici. Si parla però di cicatrici bianche di circa 1mm quindi non facilmente notabili.

 Dolore nella zona donatrice 

Nella prima settimana successiva alla procedura di trapianto il paziente potrebbe provare dolore nella zona donatrice. Questo è del tutto normale. Sebbene il trapianto non sia una operazione invasiva rimane comunque una procedura chirurgica. Ogni operazione chirurgica porta ad una sensazione di dolore nel paziente. La sensazione di dolore nella zona donatrice è una normale fase dell’intervento. Può presentarsi in alcuni pazienti come un mal di testa. In altri come un dolore al cuoio capelluto. Alcuni pazienti invece dichiarano di non aver sofferto in alcun modo dopo il trapianto.

Il medico per precauzione consiglierà al paziente di seguire una terapia antidolorifica già dal secondo giorno. Questa viene prescritta principalmente per prevenire il dolore, quindi prima della sua comparsa. Si consiglia di prendere l’antidolorifico secondo le istruzioni del medico. Questo anche qualora non si presenti dolore proprio per evitarne la comparsa. Il dolore solitamente non dura più di 2 o 3 giorni. Passati questi giorni il paziente non noterà alcuna sensazione dolorosa.


Crosticine nella zona donatrice 
 

Nella zona donatrice non saranno presenti cicatrici. Il sangue che fuoriesce dalla ferita verrà immediatamente assorbito dalla benda utilizzata per i primi tre giorni post-intervento. Non essendo presente sangue secco nella zona donatrice non ci saranno crosticine. Ogni residuo di sangue e pus verrà eliminato il terzo giorno durante il lavaggio.

 Prurito nella zona donatrice 

Nella zona ricevente il prurito venga causato dalle crosticine. Nella zona donatrice può presentarsi per alcuni giorni a causa di altri motivi. il nostro corpo mette in moto il processo di guarigione della cute. Questo poiché seguito del trapianto e della creazioni di piccole ferite nella zona donatrice, . Questo processo è molto importante per la nostra cute. Il nostro corpo creerà del nuovo derma che coprirà le zone aperte. A causa di questo però il paziente potrebbe provare una leggera sensazione di prurito. È importante non allarmarsi, non rimuovere il bendaggio ma soprattutto non grattare la zona. Grattare la zona potrebbe portare infezioni o infiammazioni alla cute delicata dopo il trapianto. 

Perdita di sensibilità nella zona donatrice 

 Il trapianto è un’operazione eseguita sotto anestesia locale. Finito l’intervento e svanito l’effetto il nostro corpo cercherà di eliminare il liquido anestetico dal corpo. La presenza di anestesia potrà portare alla perdita di sensibilità nella zona donatrice per 24 ore. Questo però varia da paziente a paziente, in base al suo metabolismo. Alcuni pazienti hanno dichiarato di aver provato perdita di sensibilità intermittente in varie zone dell’area donatrice anche nei mesi successivi. Questa si presenta in periodi diversi e in zone diverse che possono cambiare nel tempo. Questo non è assolutamente un fattore allarmante. Alcuni pazienti semplicemente richiedono molto più tempo per l’eliminazione totale dell’anestesia. Non c’è nulla da fare per il paziente se non aspettare che questa venga espulsa completamente. Solitamente questa sensazione di insensibilità nella zona donatrice si presenta nelle prime 24 ore ma dura anche dai 2 ai 4 mesi e scompare autonomamente.


Rossore nella zona donatrice 

La presenza di rossore nell’area donatrice subito dopo il trapianto è normale. La cute è stata sottoposta a migliaia di tagli che, seppur sottilissimi, hanno creato una leggera irritazione alla zona. Il rossore nella zona donatrice passerà autonomamente dopo la prima settimana e il paziente non deve assolutamente preoccuparsi.


Guarigione della zona donatrice dopo trapianto di capelli 
 

Il processo di guarigione inizierà subito dopo l’operazione e occuperà circa i primi tre giorni del trapianto di capelli. Nei primi tre giorni il paziente porterà un bendaggio alla zona donatrice che proteggerà la zona e assorbirà l’eventuale sangue. Il paziente non deve togliere questo bendaggio se non in clinica il terzo giorno. Il terzo giorno infatti il medico rimuove la benda e procede al lavaggio della zona. Dopo il terzo giorno il paziente noterà un leggero rossore che passerà entro la prima settimana autonomamente. Si può usare una lozione consigliata dal medico per idratare la zona e aiutare la guarigione, dal terzo giorno in poi.

Cure e consigli da seguire

  • Terapie mediche: Seguire le terapie medicinali consigliate dal medico aiuterà il paziente a mantenere una buona salute e ad migliorare l’esito del trapianto. Verrà consigliato l’uso di antibiotici, antidolorifici e medicinali che aiutino nel processo di crescita di capelli. Si consiglia al paziente di seguire attentamente questa terapia e non improvvisare con metodi o farmaci alternativi;
  • Igiene: Mantenere la zona pulita e idratata per il primo mese sarà molto importante per evitare infezioni, infiammazioni o irritazioni cutanee. Il momento dello shampoo sarà molto importante ad eliminare ogni tipo di residuo e sporco. Per questo si consiglia di evitare zone polverose o umide;
  • Grattare la zona: grattare la zona potrebbe portare ad infezioni o irritazioni cutanee, richiedendo cure da parte di un medico. Evitare di grattare la zona almeno per la prima settimana e dopo questo tempo si può massaggiare delicatamente la zona qualora il prurito continui;
  • Esposizione ai raggi solari: Proteggersi dai raggi solari per almeno un mese per evitare macchie solari;
  • Bendaggio: Non rimuovere il bendaggio nei primi tre giorni e lasciare che sia il medico a decidere come e quando rimuoverlo. Il bendaggio protegge la zona donatrice da sporco, urti o sfregamenti;
  • Prodotti aggressivi: Non utilizzare prodotti aggressivi per evitare irritazioni, almeno per le prime settimane. Chiedere consiglio al medico su quando sarà possibile utilizzare prodotti di styling o tinte per capelli;
  • Terapie fai-da-te: Non improvvisare terapie fai-da-te o consigliate da amici e parenti. Rivolgersi sempre al medico del trapianto o un dermatologo;
  • In caso di dubbi contattare sempre il proprio medico;

 

 

1Mohmand M.H., Ahmad M., Effect of Follicular Unit Extraction on the Donor Area, World Journal of Plastic Surgery, Vol 7(2), Pag 193, Maggio 2018 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6066700/

2Rose P.T., Hair restoration surgery: challenges and solutions, Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, Vol 8, Pag 361, 2015 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4507484/

 

 

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