Il secondo trapianto di capelli 

I pazienti che si sottopongono al trapianto di capelli sperano sempre che questa procedura sia una soluzione definitiva e risolutiva alla calvizie. Ci sono, però, alcuni rari casi in cui un solo trapianto di capelli non basta.

Il secondo trapianto è un’operazione di autotrapianto di capelli eseguito almeno tra i 9 e i 12 mesi dal primo per coprire nuove zone calve o per aumentare la densità nella zona che presentava calvizie prima del primo trapianto.

Inoltre, in alcuni casi, un successivo trapianto può essere utile per correggere errori o problematiche causate da un primo trapianto di capelli non riuscito. È molto importante prima di un trapianto di capelli, infatti, assicurarsi che l’alopecia androgenetica non sia in stato avanzato e in forte progresso.

Bisogna sempre assicurarsi che la caduta sia in regressione o sia completamente ferma. Assicurarsi dello stato della calvizie aiuterà ad evitare il secondo trapianto di capelli.


Il secondo trapianto di capelli quando è necessario? 

Il secondo trapianto di capelli non è necessario in ogni paziente. Anzi, si cerca sempre di risolvere il problema della calvizie in una sola operazione risolutiva. Ci sono però tre casi in cui un secondo intervento potrebbe essere necessario. Questi sono:

  1. Nuove zone calve: nel primo caso, può essere necessario un secondo trapianto quando la caduta dei capelli prosegua dopo il primo trapianto di capelli. Il trapianto di capelli infatti non risolve l’alopecia androgenetica. È per questo importante analizzare attentamente la situazione e lo stato della caduta prima del trapianto;
  2. Numero elevato di graft: il secondo caso, inoltre, riguarda il limite di unità follicolari che si possono utilizzare in una sola procedura. Solitamente, in un solo trapianto di capelli si preferisce non utilizzare più di 4900-5000 unità follicolari. Questo serve non solo a sovra sfruttare la zona donatrice ma soprattutto ad evitare il rischio di necrosi nel caso di inserimento di troppe unità follicolari nella zona calva. Qualora il paziente abbia a disposizione più di questo numero di unità follicolari, queste si potranno utilizzare in un secondo trapianto;
  3. Primo trapianto di capelli non riuscito: alcuni pazienti ricorrono ad un secondo trapianto per correggere errori o rimediare a problematiche causate dal primo trapianto di capelli. I pazienti possono risolvere problemi come aree in cui le unità follicolari non hanno attecchito, una densità troppo bassa o coprire cicatrici causate, ad esempio, da un trapianto di capelli FUT;


I capelli continuano a cadere dopo il trapianto 

L’alopecia androgenetica maschile è una patologia che causa la caduta dei capelli nel tempo, solitamente iniziando con l’attaccatura dei capelli o nel vertex, proseguendo poi in tutta la parte alta della testa.

Questa patologia è causata da una predisposizione genetica del paziente e porta alla sensibilizzazione del follicolo pilifero al testosterone, un ormone naturalmente prodotto dal corpo, soprattutto negli uomini.

Ad oggi, non esiste una cura definitiva che blocchi definitivamente questa patologia, sebbene ci siano terapie che stimolano la crescita dei capelli o rallentano la caduta. Il trapianto di capelli è l’unica soluzione definitiva.

Il trapianto di capelli, però, non cura la patologia ma ne risolve solo gli esiti, cioè l’assenza di capelli.

Cosa fare per evitarlo?

Prima di sottoporsi al primo trapianto di capelli il medico deve accertarsi che la progressione della caduta di capelli sia ferma o comunque in remissione. Questo tende ad evitare un secondo trapianto.

Sebbene nella maggior parte dei casi si possa capire se l’alopecia è in fase di fermo, in alcuni casi questa continua. Nella maggior parte dei casi l’alopecia continua dopo il primo trapianto di capelli ed è per questo importante che il medico suggerisca il momento giusto per sottoporsi al trapianto.

Si aspetta, infatti, il momento in cui l’alopecia è in remissione e rallenta il suo effetto. Inoltre si consiglia al paziente di seguire terapie dopo il trapianto per rallentarne ancora di più gli effetti.

Qualora non si scelga il momento giusto e non si tenga conto delle terapie prescritte dal medico, potrebbe essere necessario un secondo trapianto. Bisogna sempre dunque parlare con il medico della propria situazione medica e degli sviluppi della caduta dei capelli.

La diagnosi può essere aiutata tramite l’utilizzo della Scala Norwood per comprendere quale stadio dell’alopecia affligge il paziente. Solitamente si aspetta che il paziente raggiunga almeno lo stadio III della Scala Norwood.


Limite di unità follicolari utilizzabili in un intervento 

Lo scopo del trapianto di capelli è quello di dare la maggiore densità e copertura possibile. Questo in base alla propria zona donatrice. L’analisi della zona donatrice è una fase importante nel trapianto di capelli.

Alcuni pazienti hanno un’ottima area donatrice che può eccedere il limite di sicurezza di unità follicolari estraibili o innestabili. Solitamente, infatti, non si super il numero di graft massimo di 4900-5000.

Eccedere il numero di unità follicolari massimo può portare ad un alto rischio di necrosi. La necrosi è la morte dei tessuti, nel caso del trapianto il cuoio capelluto. In caso di necrosi post trapianto di capelli i tessuti moriranno e le unità follicolari cadranno, rendendo il trapianto in quella zona inutile.

In pazienti che presentano più di 5000 unità follicolari che desiderano il massimo della densità potranno sottoporsi ad un secondo trapianto di capelli. Si consiglia di aspettare diversi mesi prima di sottoporsi al il secondo trapianto.

Questo affinché la cute e il paziente di completare il processo di guarigione. I medici consigliano di aspettare almeno 9-12 mesi per poter notare i veri e propri risultati del primo risultato prima di eseguire il secondo trapianto.


Quanti trapianti si possono eseguire? 

Quando si parla di secondo trapianto di capelli spesso ci si chiede quanti trapianti si possono eseguire nella vita. Non esiste un numero massimo di trapianti di capelli eseguibili. Generalmente non è necessario un secondo trapianto, o un terzo o un quarto.

Dipende principalmente dal paziente. Da quale siano le sue esigenze e la voglia di coprire la zona calva e con quale densità. Il secondo trapianto ha gli stessi caratteristiche, prerequisiti e effetti collaterali del primo o di tutti i trapianti di capelli.

Non bisogna considerarlo diverso dal primo, ma semplicemente la stessa identica operazione ripetuta per una seconda volta.

Cosa fare per evitarlo?

Prima di sottoporsi ad un secondo trapianto di capelli o ad interventi successivi dopo il secondo bisogna considerare i seguenti fattori:

  • Zona donatrice: prima di sottoporsi ad un secondo trapianto bisogna sempre analizzare la zona donatrice. Lo scopo è sì di coprire la zona calva ma è anche di non prelevare troppe unità follicolari. Prelevando troppe unità follicolari si creerebbero zone calve nella zona donatrice, creando un effetto estremamente antiestetico. Prima di ipotizzare un successivo trapianto di capelli, il medico deve sempre analizzare la disponibilità della zona donatrice;
  • Stato di salute: il numero di trapianti che si possono eseguire dipende sempre dallo stato di salute dei pazienti. Questo in caso di un secondo trapianto o uno successivo a questo. Prima di pensare ad un altro trapianto il paziente e il medico devono attentamente valutare la salute del paziente. Questo riguarda non solo il secondo ma anche il primo trapianto di capelli;
  • Zona ricevente: analizzare la zona ricevente del trapianto può aiutare a comprendere se un secondo trapianto sia necessario;
  • Le tempistiche: Bisogna aspettare che gli effetti del primo trapianto siano visibili nella loro completezza. Solo dopo questo periodo si può pensare di sottoporsi ad un secondo trapianto è molto importante.Quelle che possono sembrare mancanze o falliti risultati del primo trapianto potrebbero in realtà essere semplicemente tempistiche troppo brevi. Prima di ottenere i veri risultati bisognerà aspettare diversi mesi. Solitamente dai 6 agli 8 mesi in base al paziente;


Le tempistiche del secondo trapianto di capelli 

Non tutti necessitano un secondo trapianto di capelli. Prima ancora di considerare un secondo trapianto farsi una domanda. Bisogna chiedersi se il paziente ha raggiunto i veri risultati del primo trapianto.

Durante i primi mesi, si presenta lo shock loss e i primi stadi di ricrescita del capello. Per questo motivo il paziente potrebbe pensare di aver bisogno di un secondo trapianto.I primi risultati, infatti, arrivano dal sesto all’ottavo mese dopo il trapianto.

Capelli, però, in questi mesi, sono ancora sottili e non hanno raggiunto il loro vero potenziale. I capelli iniziano a diventare più doppi e spessi dal 9 al 12esimo mese. Tornano infatti alla doppiezza e texture originale nel tempo.

Proprio per questo i medici consigliano di aspettare. Inoltre, la cute del paziente dev’essere completamente guarita prima di sottoporla ad un secondo trapianto.I medici considerano il processo di guarigione e ricrescita completa prima di consigliare, o meno, un secondo trapianto.

Solitamente prima di notare i veri risultati del trapianto di capelli bisogna aspettare dai 9 ai 12 mesi. In alcuni casi più rari fino ai 18 mesi, specialmente nella zona del vertex.

Non bisogna affrettare il processo di guarigione e ricrescita prima di considerare un secondo trapianto. Soprattutto bisogna sempre seguire i consigli del proprio medico.

 

Rassman W, Bernstein RM, McClellan R, Jones R, Worton E, Uyttendaele H, Fullicular Unit Extraction: Minimally Invasive Surgery for Hair Transplantation, Dermatologic Surgery, Vol 28(8), Pag 720, Agosto 2002 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12174065

 

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