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Il prurito dopo il trapianto di capelli

Il prurito dopo il trapianto di capelli è probabilmente una delle conseguenze più comuni per i pazienti. Solitamente il prurito dopo il trapianto di capelli è un sintomo del processo di guarigione.

Questo prurito dopo il trapianto di capelli si presenta nelle prime due settimane. Si presenta solitamente nella zona dove sono stati trapiantati (area ricevente). Altre volte nella zona da cui sono stati prelevati i follicoli (area donatrice).

Questo a causa della formazione di croste di sangue fuoriuscito dalle incisioni per prelevare e inserire i follicoli. La secchezza e il prurito dopo il trapianto di capelli svaniscono autonomamente nelle prime settimane e non ricompaiono in futuro.

Prurito al cuoio capelluto scompare grazie al lavaggio della zona del trapianto secondo le tecniche suggerite dal medico e l’utilizzo della lozione idratante.

Il prurito dopo il trapianto di capelli: le cause principali

Il prurito dopo il trapianto di capelli può presentarsi sia nella zona donatrice che nella zona ricevente, sebbene nella maggior parte dei casi questo colpisca la zona donatrice.

Questo prurito dopo il trapianto di capelli non si presenta in tutti i pazienti e alcuni dichiarano di non aver mai provato prurito.

Il processo di guarigione, infatti, è diverso da paziente a paziente. Seguendo attentamente le istruzioni e le terapie fornite dal medico il prurito passerà nelle due settimane successive al trapianto.

Prurito nell’area donatrice

L’area donatrice è l’area da cui vengono prelevate le unità follicolari che verranno trapiantate. Unità follicolari, cioè l’insieme di più follicoli, vengono prelevate insieme alla pelle circostante. Per far questi si creano minuscoli canali profondi 2 o 3 millimetri.

Come reazione si verifica una lieve fuoriuscita di sangue con formazione di piccole crosticine sul cuoio capelluto. Queste sono formate da sangue secco e possono portare a una sensazione di prurito dopo il trapianto di capelli.

Nei primi tre giorni dopo il trapianto di capelli, l’area donatrice viene coperta da un bendaggio. Al momento della rimozione il processo di guarigione è quasi completo. Grazie alla produzione di collagene vengono create dal corpo nuove cellule che rendono la pelle più sensibile e soggetta a pruriti.

Il prurito post trapianto di capelli fa parte del processo di guarigione della pelle. Non bisogna preoccuparsi ma continuare a tenere la pelle pulita e idratata, seguendo i consigli del medico.

Prurito nell’area ricevente

L’area ricevente è la zona precedentemente calva in cui verranno inserite le unità follicolari. Anche in questo caso il prurito dopo il trapianto di capelli è causato dalla formazione di sangue secco e crosticine.

Questa causato dalla creazione di canali nella cute e il successivo sanguinamento. Il prurito al cuoio capelluto nella zona ricevente è meno frequente del prurito nella zona donatrice. Questo affligge solo un numero ridotto di pazienti.

Anche in questo caso il paziente non deve preoccuparsi in caso di prurito dopo trapianto capelli. Si tratta di un segno del processo di guarigione della cute.

Altre cause per il prurito

Se il prurito dopo il trapianto di capelli dovesse continuare oltre le prime due settimane, anche dopo il distaccamento delle crosticine sul cuoio capelluto, potrebbero esserci altre cause.

  • Utilizzare di uno shampoo o prodotti di styling troppo aggressivi potrebbero causare secchezza del cuoio capelluto e dunque prurito;
  • Reazione allergica a uno o più ingredienti dei trattamenti prescritti dal medico che ha eseguito il trapianto, è importante infatti informare il medico in caso di allergia a farmaci o a componenti di prodotti cosmetici come shampoo o lozioni;
  • Reazione allergica a prodotti (shampoo, balsamo, prodotti di styling) usati sul cuoio capelluto;
  • Infezione post trapianto;
  • Problematica del cuoio capelluto preesistente di cui il paziente potrebbe non essere a conoscenza;

Rimedi per il prurito dopo il trapianto di capelli

In caso di prurito dopo il trapianto di capelli bisogna cercare di resistere il più possibile alla tentazione di grattarsi. nelle prime due settimane è assolutamente vietato toccare in ogni modo la zona del trapianto se non per il lavaggio.

Grattandosi è molto probabile creare danni non solo al cuoio capelluto, come lividi, brufoli e infezioni causate dai batteri presenti sulle mani, ma c’è la possibilità di staccare il bulbo facendolo cadere, rovinando irrimediabilmente il trapianto.

Consigli in caso di prurito dopo il trapianto di capelli

Come regola generale, infatti, è bene tenere la zona del trapianto sempre pulita e idratata evitando qualsiasi sfregamento o contatto forzato, cercando di essere estremamente delicati con il cuoio capelluto e i capelli trapiantati.

Il prurito dopo il trapianto di capelli è una normale conseguenza e passerà in brevi tempi.

Cosa fare in caso di prurito dopo il trapianto di capelli:

  • Resistere alla tentazione di grattarsi per alleviare il prurito: si causa la caduta dei bulbi e problemi permanenti alla crescita del capello trapiantato;
  • Lavare accuratamente i capelli e applicare la lozione idratante secondo il consiglio del medico aiuterà il distaccamento delle croste riducendo il prurito;
  • Seguire sin dal primo giorno la terapia e i consigli postoperatori del medico che ha effettuato il trapianto;
  • Rivolgersi a un dermatologo per un controllo della zona affetta da prurito e per eliminare la possibilità di problematiche preesistenti del cuoio capelluto, specialmente nel caso in cui questa sensazione continui dopo il primo mese dopo il trapianto;
  • Massaggiare leggermente la zona affetta da prurito con il palmo della mano solo dopo 15 giorni dall’intervento e solo dopo aver chiesto consiglio al medico sul modo più efficace e meno dannoso;
  • Utilizzare una soluzione salina sterile per tenere la zona soggetta a prurito pulita, umida e idratata;

Cosa NON fare in caso di prurito dopo il trapianto di capelli:

  • Grattarsi utilizzando le unghie, a prescindere da quanto tempo sia passato dall’intervento. Si trasferiscono batteri sul cuoio capelluto, si possono creare tagli e lividi da sfregamento, pustole infette e si può causare la caduta del follicolo inserito rovinando l’esito dell’intervento;
  • Utilizzare medicinali e terapie fai da te, consigliati da un farmacista o altre persone che hanno subito l’intervento, ogni caso va valutato singolarmente e bisogna rivolgersi sempre e solo al team che ha effettuato l’intervento o a un dermatologo;
  • Utilizzare prodotti contenenti alcool, sostanze aggressive, prodotti di styling e tinte per capelli che possono rovinare il trapianto e rendere la pelle più irritata e secca;
  • Massaggiare o grattare la zona in cui è stato effettuato il trapianto nelle prime due settimane;
  • Frequentare ambienti polverosi, sporchi o troppo umidi per i primi due mesi post intervento, per evitare infiammazioni e infezioni;

Riepilogo

Solitamente il prurito dopo il trapianto tende a diminuire o fermarsi con l’inizio del lavaggio del cuoio capelluto e l’uso di una lozione idratante.

Questi rendono la pelle e le crosticine morbide e aiutano nell’eliminazione delle parti di pelle secca e croste che si formano naturalmente dopo l’intervento e tendono a svanire dopo le prime due settimane.

Qualora non si dovessero seguire i consigli del medico o si dovesse grattare la zona il prurito potrebbe peggiorare e causare infezioni o la caduta del bulbo trapiantato.

Si consiglia quindi di contattare il medico che ha eseguito il trapianto in caso di dubbi su come trattare il prurito dopo il trapianto di capelli o in caso questo superi la soglia di sopportazione o si protragga nel tempo.

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