Il trapianto di capelli dopo 2 mesi 

I mesi successivi al trapianto di capelli sono di vitale importanza per il risultato del trapianto. Soprattutto nei primi due mesi sarà importante prendersi cura di questa zona. Alcune azioni quotidiane dovranno essere evitate. Altre richiederanno più cura da parte del paziente.Ma cosa succede al trapianto di capelli dopo 2 mesi? Il trapianto capelli dopo 2 mesi richiede meno attenzioni rispetto al primo mese. Non per questo il paziente dovrà trascurare la zona. È comunque importante sapere cosa fare dopo il trapianto di capelli e cosa aspettarsi da questo periodo. Il fattore più importante nel trapianto di capelli dopo 2 mesi è lo shock loss. Questo si presenta tra le 4 e le 6 settimane dopo il trapianto e può continuare per alcuni mesi. Le terapie medicinali consigliate dal medico andranno continuate con cura. In alcuni casi inoltre si possono presentare altri fattori come la forfora o la presenza di perdita di sensibilità nella zona donatrice.

In questo articolo verranno spiegate tutte le caratteristiche del trapianto di capelli dopo 2 mesi.

L’area ricevente 

La zona ricenvente è l’area in cui i capelli vengono trapiantati. Il trapianto di capelli dopo due mesi è irriconoscibile in questo periodo. Coloro che si sono sottoposti a questa procedura e vogliono tenerlo segreto non avranno problemi in questo periodo. Il paziente che si è sottoposto al trapianto di capelli dopo due mesi probabilmente avrà superato il periodo di shock loss e inizierà a notare crescita dei capelli seppur minima. Le crosticine, il prurito e il rossore saranno ormai un ricordo e non presenteranno un problema in futuro.

Shock loss 

Lo shock loss è la perdita dei capelli a causa del trauma causato dall’inserimento delle unità follicolari. Questa caduta dei capelli colpisce la maggior parte dei pazienti e non deve causare preoccupazioni. Lo shock loss è una reazione all’impianto dei capelli e serve ad eliminare i capelli più deboli per permettere la crescita di capelli più forti e sani. Questo fenomeno si presenta tra le 4 e le 6 settimane dopo il trapianto. I pazienti del trapianto di capelli dopo 2 mesi potrebbero notare la caduta dei capelli o potrebbero notare la conclusione del processo di shock loss. Si consiglia di non scoraggiarsi e di affrontare questo periodo senza pensare che il trapianto sia stato un fallimento. Lo shock loss è una normale reazione del corpo e i capelli cresceranno senza problemi.

Il processo di ricrescita del capello 

Molti pazienti del trapianto di capelli dopo 2 mesi dall’intervento possono essere scoraggiati e preoccupati dalla crescita, o assenza di crescita, dei capelli trapiantati. I primi mesi i pazienti aspettano grandi risultati e si ritrovano spesso delusi. Alcuni pazienti dichiarano che il secondo mese è un mese difficile poiché sebbene ci si aspetti i primi risultati, a causa dello shock loss questi non si presentano. Si presenta inoltre una differenza di lunghezza tra l’area donatrice e l’area ricevente. Il processo di shock loss ritarda la crescita del capelli e può scoraggiare tutti i pazienti. Nel trapianto di capelli dopo 2 mesi la crescita dei capelli è minima e i risultati tanto desiderati si fanno attendere. Non bisogna però scoraggiarsi poiché nel caso del trapianto di capelli dopo 2 mesi parte la ricrescita. Già dal terzo mese, infatti, la crescita dei capelli ricomincia per non fermarsi più. Dopo solo due mesi e alla fine del processo di shock loss una crescita minima dei capelli è più che normale e non deve preoccupare il paziente.  Si consiglia dunque al paziente di non demoralizzarsi e aspettare i mesi successivi per la crescita.

Quando ricrescono i capelli? 

La domanda più frequente dei pazienti che si sono sottoposti al trapianto di capelli dopo 2 mesi è: quando ricrescono i capelli? Quando potrò vedere i risultati? Per rispondere a queste domande si dovrà prima specificare che la crescita del capelli è fortemente personale e varia da paziente a paziente. In linea generale per poter ammirare i primi risultati bisognerà aspettare i 3 mesi. Durante il terzo mese lo shock loss sarà ormai un ricordo e i capelli saranno in piena fase di crescita. Per i primi mesi i capelli saranno fini e sottili ma diventeranno spessi e forti entro il primo anno. Sebbene molti pazienti inizino a notare un grande differenza già dal sesto mese, i medici consigliano ai pazienti di aspettare almeno 12 mesi per poter valutare i risultati del trapianto di capelli.

Forfora 

Alcuni pazienti che si sono sottoposti al trapianto di capelli dopo 2 mesi notano la presenza di forfora sul cuoio capelluto. La presenza di forfora è una reazione normale al trapianto di capelli ed è principalmente legata alla presenza di pelle secca. Il paziente deve assolutamente evitare di grattare la zona e contattare il proprio medico nel caso in cui la forfora non svanisca. Il medico saprà consigliare uno shampoo adatto per eliminare la forfora adatto alle esigenze del paziente.

Tinte e taglio di capelli 

Una domanda che i pazienti del trapianto di capelli dopo 2 mesi si pongono è “Posso tagliare o tingere i capelli?”. Il paziente vuole tornare alle sue normali abitudini, come tagliare i capelli o tingerli ma ha paura di poter danneggiare il trapianto di capelli. Dopo il primo mese del trapianto le unità follicolari inserite sono ormai ben salde e la cute è ormai normale. Nel caso di trapianto di capelli dopo 2 mesi il paziente può tornare al taglio e la colorazione dei capelli senza troppi problemi. Si consiglia però di tagliarli solo con le forbici e non con una macchina o con il rasoio. Tinture per capelli e prodotti di styling possono essere aggressivi per la cute e i capelli, non solo per i pazienti del trapianto ma per tutti quindi si consiglia di evitarli per quanto possibile.

Cure 

Le cure per il trapianto di capelli dopo 2 mesi sono molto importanti per garantire ottimi risultati.
Piccoli gesti o abitudini aiuteranno il paziente a prendersi cura del proprio trapianto nel migliore modo possibile, assicurando risultati ottimali.
Le principali cure per il trapianto di capelli dopo due mesi sono:

  • Massaggio: dopo 2 mesi il paziente dovrà iniziare a massaggiare la zona delicatamente con movimenti circolari, questo aiuterà a stimolare la circolazione sanguigna e la crescita dei capelli;
  • Alimentazione: un’alimentazione equilibrata e ricca di vitamine aiuterà l’alimentazione dei follicoli inseriti;
  • Fumo: smettere di fumare o ridurre il numero di sigarette aiuterà a mantenere in salute i follicoli inseriti e ad evitare la caduta;
  • Trattamenti al capello: sebbene prodotti di tintura e styling non faranno cadere definitivamente i capelli, questi possono rendere il capello più debole e meno sano;
  • Shampoo e lozioni: utilizzare shampoo e cosmetici per capelli delicati stimolanti della crescita può aiutare la crescita e la salute del capello;

 

Terapie medicinali 

Abbandonate le cure antibiotiche e antidolorifiche delle prime settimane, il medico prescriverà medicinali e terapie adatte al trapianto di capelli dopo 2 mesi o nei mesi successivi. Bisogna sempre ricordare che solo il medico che ha effettuato il trapianto può consigliare farmaci e medicinali. Consigli di amici o parenti, farmacisti o ex pazienti del trapianto andranno ignorate. Ogni paziente rappresenta un caso a sé e i farmaci prescritti rispecchiano questa unicità.
Le principali terapie medicinali per il trapianto di capelli dopo 2 mesi sono:

  • PRP: il trattamento PRP (Plasma ricco di Piastrine) utilizza il sangue del paziente centrifugato per estrarne solo il plasma ad alto numero di piastrine. Questo sangue viene poi iniettato nel cuoio capelluto del paziente e aiuta a mantenere in salute il follicolo inserito e a renderlo più doppio, evitandone la caduta. Questo trattamento deve essere ripetuto nel tempo cominciando dal giorno del trapianto di capelli se il medico lo riterrà necessario;
  • La mesoterapia: questa terapia consiste nell’iniezione di alcuni farmaci e vitamine nel cuoio capelluto per prevenire la perdita del capello stimolandone la crescita;
  • Minoxidil: farmaco vasodilatatore aiuta nella crescita del capello dopo il trapianto. A causa degli effetti collaterali dev’essere sempre e solo il medico a prescriverlo;
  • Finasteide: farmaco che controlla la produzione dell’ormone DHT, ormone responsabile della perdita di capelli; anche in questo caso solo il medico può prescriverlo;
  • Integratori: il medico potrebbe prescrivere al paziente l’assunzione di integratori di vitamine per aiutare il processo di guarigione e la ricrescita del capello;

 

L’area donatrice 

L’area donatrice è la zona della testa da cui i capelli vengono prelevati, principalmente la parte superiore alla nuca. Questa area dei capelli viene scelta come donatrice poiché è resistente alla calvizie e tende a non cadere con il passare degli anni. Da questa zona, tramite la creazione di canali, vengono prelevate le unità follicolari che andranno poi a coprire la zona calva. Cosa succede quindi all’area donatrice del trapianto di capelli dopo 2 mesi?

Crescita

Nell’area donatrice i capelli che non sono stati prelevati durante il trapianto di capelli cresceranno normalmente secondo i ritmi fisiologici del paziente. La crescita rimarrà invariata nel periodo post operatorio. I capelli che sono stati invece prelevati durante il trapianto di capelli dopo due mesi non presenteranno alcuna crescita. Eliminando i capelli con la radice, il follicolo, è impossibile che questi ricrescano. A livello estetico questo non crea alcun problema: i capelli che non sono stati prelevati, crescendo, copriranno le zone da cui sono state prelevate le unità follicolari. Questo rende il trapianto di capelli invisibile.

Cicatrici 

Il passaggio dal trapianto di capelli FUT al trapianto FUE ha ridotto esponenzialmente il rischio di antiestetiche cicatrici nella zona donatrice. Un medico competente saprà come ridurre il rischio di cicatrici nel paziente. Il rischio di cicatrici è anche influenzato dal paziente: il corpo di ogni persona ha una capacità differente di rimarginare le ferite e con tempistiche differenti. Alcune persone hanno difficoltà a far rimarginare le ferite in modo corretto. Il paziente non deve però preoccuparsi perché, a differenza del FUT, il trapianto FUT produrrebbe delle cicatrici di minuscole dimensioni che verrebbero coperte dagli altri capelli, rendendole invisibili.

Perdita di sensibilità 

Anche nel caso di perdita di sensibilità, come per le cicatrici, il passaggio da tecnica FUT a tecnica FUE ha permesso grandi miglioramenti. In passato la tecnica FUT portava il rischio di perdita di sensibilità permanente e in zone estese della testa. La tecnica FUE ha ridotto questo rischio. Qualora ci fosse una perdita di sensibilità il danno al nervo sarebbe in una zona estremamente piccola. In questo modo il nervo sarà in grado di rigenerarsi dopo alcuni mesi dal trapianto di capelli. L’area donatrice del trapianto di capelli dopo 2 mesi potrebbe presentare una sensazione di formicolio e perdita di sensibilità. Alcuni pazienti riscontrano questo problema solo per alcuni giorni, altri per i primi due mesi. In linea generale si può dire che queste sensazioni passeranno definitivamente nei mesi successivi autonomamente e il paziente non deve preoccuparsi.

Hwang S, Kim JC, Ryu HS, Cha YC, Lee, SJ; Na GY, Kim DW, Does the Recipient Site Influence the Hair Growth Characteristics in Hair Transplantation?, Dermatologic Surgery. Vol 28(9), Pg 795, Settembre 2002

Rassman WR, Bernstein RM, McClellan R, Jones R, Uyttendaele H, Worton E, Follicular Unit Extraction: Minimally Invasive Surgery for Hair Transplantation, Dermatologic Surgery, Vol 28(8), Pg 720, Agosto 2002

Rodrigues B, Montalvão S, Cancela R, Silva F, Urban A, Huber S, Jùnior JK, Lana JF, Annichinno-Bizzacchi J, Treatment of male pattern alopecia with platelet-rich plasma: a double blind controlled study with analysis of platelet number and growth factor levels, Journal of the American Academy of Dermatology, 10.1016/j.jaad.2018.09.033, 2018

Dua A, Dua K, Follicular Unit Extraction Hair Transplant, Journal of Cutaneous and Aesthetic Surgery, Vol. 3(2), Pag. 76, Maggio-Agosto 2010

Avram M, Rogers N, Contemporary Hair Transplantation, Dermatologic Surgery, Vol 35(11), Pg 1705, November 2009

 

 

Pin It on Pinterest

Share This