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A che età si perdono i capelli? 

Coloro che si chiedono a che età si perdono i capelli devono sapere prima di tutto che la caduta dei capelli è un fenomeno del tutto naturale qualora sia limitato ad un numero di 100 capelli al giorno circa. Solitamente l’essere umano ha una media di 100.000 – 150.000 capelli. Qualora la perdita sia però superiore a questa cifra si può parlare di perdita di capelli, o calvizie. La caduta di capelli può essere definitiva (calvizie, i capelli non ricresceranno mai più) o momentanea. La calvizie momentanea può essere dovuta a fattori diversi come ad esempio stress e malnutrizione mentre la calvizie definitiva è dovuta solitamente a patologie di tipo genetico (alopecia androgenetica maschile o femminile). L’alopecia androgenetica si manifesta nell’uomo e nella donna in determinate età ed il suo evolversi è irreversibile. A volte veloce a volte più lento, questa evoluzione della patologia non può essere fermata ma solo rallentata con l’utilizzo di terapie e cure medicinali che però, una volta interrotte, vedono perdersi tutti i risultati acquistati con fatica nel tempo. A volte una leggera perdita di capelli può essere attribuita semplicemente all’età che avanza e non deve preoccupare.

C’è un’età in cui inizia la caduta dei capelli? 

La domanda “a che età si perdono i capelli?” non ha una risposta precisa in quanto non vi è un’età prestabilita per la perdita dei capelli. Coloro che si pongono una tale domanda dovrebbero saper prima di tutto che qualora si tratti di perdita dei capelli momentanea non esiste un’età prestabilita. In questo caso, infatti i capelli possono cadere a qualsiasi età per poi ricrescere una volta eliminatane la causa. Qualora, al contrario, si tratti di perdita dei capelli definitiva, solitamente è possibile definire indicativamente a che età si perdono i capelli.

La genetica e l’Alopecia Androgenetica 

L’Alopecia Androgenetica è il tipo più comune di perdita di capelli. Esso si manifesta sia come perdita di capelli negli uomini che come perdita di capelli nelle donne. Questo tıpo di calvizie comincia con il presentarsi della cosidetta forma a M dei capelli sulla fronte (specialmente negli uomini) e poi con il diradarsi dell’area del vortex. L’alopecia androgenetica negli uomini può portare alla completa calvizie ma nelle donne questa situazione si manifesta raramente se non quasi mai. L’alopecia androgenetica si presenta sia negli uomini che nelle donne ma differentemente. Secondo alcuni studi effettuati, negli uomini l’alopecia androgenetica si manifesta nel 30% dei casi attorno ai 30 anni. Nel 50% dei casi però, questa patologia sorge attorno ai 50 anni e nel 80% ai 70 anni [1]. L’alopecia androgenetica femminile, al contrario, sorge generalmente attorno ai 40 anni ma si possono comunque verificare anche alcuni casi precoci post pubertà in età quindi molto giovane. 

La stempiatura fisiologica 

La stempiatura fisiologica è un fenomeno naturale che si presenta in molti uomini con il passare del tempo. La linea dell’attaccatura dei capelli presente sulla fronte comincia a retrocedere in maniera leggera ma visibile, simile ad una leggera stempiatura. Ciò è dovuto all’allungamento del viso e al cambiamento dei lineamenti che avvengono con l’avanzare dell’età. Questo fenomeno si presenta solitamente dopo i trent’anni.  La stempiatura fisiologica si presenta solitamente nell’età ormai matura dei soggetti di sesso maschile e non ha alcun tipo di progressione.

L’età, l’invecchiamento e i capelli 

A che età si perdono i capelli? Che effetto ha l’invecchiamento sui capelli? Per rispondere a queste domande occorre prima di tutto spiegare che ogni individuo ha un ciclo di invecchiamento a sé, perciò non si può definire un’età precisa per la perdita dei capelli. Possiamo però dire che qualora la perdita dei capelli non sia genetica o dovuta a fattori esterni, essa avviene naturalmente con l’avanzare dell’età e l’ingresso in quella che viene definita ‘l’età matura’. Questa età per le donne viene identificata come il periodo successivo alla menopausa mentre per gli uomini si parla del periodo successivo ai 50-60 anni. Con l’invecchiamento dell’organismi invecchiano anche i capelli e l’impatto di questo processo può essere analizzato sotto due punti di vista diversi: quello estetico e quello quello biologico. Dal punto di vista estetico i capelli perdono il loro colore e diventano banchi, ne diminuisce la qualità e la quantità. Dal punto di vista biologico si possono osservare cambiamenti a livello microscopico di tipo biochimico e molecolare. Le cellule invecchiano e si riproducono più lentamente. I capelli pertanto crescono più lentamente e avvengono diversi cambiamenti. I capelli crescendo più sottili causano un diradamento generale senza però creare calvizie in alcun luogo della capigliatura.

Quando bisogna preoccuparsi? 

Qualora ci renda conto di avere un’eccessiva perdita di capelli occorre preoccuparsi qualora questa sia prolungata e ci si renda conto che non sia dovuta al semplice ciclo di vita dei capelli. Una perdita eccessiva di capelli specialmente in età giovane può essere un segnale del corpo per stress o cattiva alimentazione ma anche per malattie e disfunzioni del metabolismo. La prima cosa da fare, pertanto, è recarsi subito dal medico che dopo una visita e delle analisi accurate sarà in grado di diagnosticarne l’origine e prescriverne la cura più appropriata. Qualora la perdita dei capelli sia momentanea trovare la causa ed eliminarla sarà sufficiente ad eliminare il problema. Qualora però la perdita sia di tipo genetico (alopecia androgenetica) le cure potranno solamente rallentarne l’evoluzione e limitarne i danni.

 

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